Autori di un notevole hard-rock progressivo, i Black Widow pubblicano nel 1970 Sacrifice, album in cui descrivono nei minimi particolari un sabba infernale. Nel tour che segue l’uscita del disco danno vita ad uno stravagante show incentrato sulla figura del dèmone femminile Astaroth. Coreografato dai membri della Phoenix Theater Company di Leicester, lo spettacolo vive il suo momento clou con il “sacrificio” di Astaroth, interpretato da una donna nuda che, prima del supplizio finale, finge anche un rapporto sessuale con il cantante del gruppo. Diverse ragazze si alternano in un ruolo che viene più volte interpretato anche da Maxine moglie del “re delle streghe” Alex Sanders (guida spirituale della band e fondatore della tradizione alexandriana della religione Wicca). Ovviamente non mancano le polemiche ed i Black Widow si ritrovano contro opinione pubblica, uomini di chiesa e polizia.

Importante release discografica per la Rhino Records che pubblica, in occasione dei quarant’anni della mitica “tre giorni di pace, amore e musica” (il festival venne aperto il 15 agosto del 1969 da Richie Havens e chiuso nella mattinata del 18 da una torrenziale esibizione di Jimi Hendrix), un cofanetto di 6 cd che offre la possibilità di ascoltare, oltre al tanto materiale già uscito nel corso degli anni, ben 38 registrazioni inedite.
In totale il box conterrà 77 canzoni che, proposte rispettando l’ordine cronologico con cui furono eseguite, rappresentano (almeno secondo Andy Zax che le ha selezionate) il meglio dalle 33 esibizioni della manifestazione ed in ogni caso la raccolta più completa mai pubblicata.
Woodstock – 40 Years On: Back to Yasgur’s Farm (questo il titolo del box) uscirà l’11 agosto 2009.


The Illusion of Freedom è frutto di un incontro inatteso, un incontro, celebrato grazie a MySpace, che ha portato a collaborare tra loro i catanesi Mendes (Francesco Cucinotta: voce, chitarra elettrica, basso e synth – Salvatore La Rosa: synth, manipolazioni elettroniche) ed una figura di culto della scena metal italiana come Thomas Hand Chaste (il cui vero nome è Andrea Vianelli – batteria, synth e sax). Continua »

Tutto ha inizio a Memphis nello studio di registrazione della Sun Records di Sam Phillips. Il 5 luglio 1954 un giovanotto dalla bellissima voce, tale Elvis Aaron Presley, al termine di una seduta di registrazione fin lì pressoché fallimentare, comincia a cantare un brano del musicista blues Arthur “Big Boy” Crudup, That’s All Right Mama. Scotty Moore e Bill Black (rispettivamente il chitarrista ed il bassista che lo accompagnano) gli vanno dietro. Phillips resta finalmente colpito. Quel ragazzo, che sino ad allora (Elvis era entrato per la prima volta negli uffici della Sun nel 1953) si era dato ad un repertorio melodico-sentimentale, mostrava ora il suo lato selvaggio ma, allo stesso tempo, ancora innocente. Il successo è immediato. Continua »
Mica facile dare il nome ad un gruppo rock! I Buffalo Springfield (per intenderci quelli di For What It’s Worth, canzone che, pubblicata come singolo nel gennaio 1967, diventa un vero e proprio inno del movimento hippie) alla “disperata” ricerca del loro, non fecero altro che guardare fuori dalla finestra di casa. In strada stava parcheggiato uno steamroller (uno schiacciasassi a vapore) che riportava su di un lato il nome del fabbricante: tale Buffalo-Springfield Roller Company. Divertente, no?
